Descrizione: Come una vecchia e sbiadita fotografia in bianco e nero, la scarsa qualità delle immagini prese col telefonino che testimoniano questa avventura, permette alle nostre teste di condire i ricordi con le emozioni provate, che nessuna pellicola o sensore digitale potrebbero intrappolare nella loro completezza. L'erba scivolosa e fradicia da un recente temporale, la lotta contro il tempo per fare almeno due curve con la luce, il profumo di qualche essenza aromatica bagnata dalla rugiada, i fiori e le tane di marmotta, la luna che appare rossa ed infuocata dietro al Cimone, la luce del Battisti isolata in mezzo ad un oceano di vastità, nuvole e silenzio, il Prado che spunta da un mare di nuvole residuo di un mostro pomeridiano in ritirata, i resti della povera pecora sbaranata dai lupi, il rumore dell'unico ruscello come guida per il rientro al buio, il baciarsi i gomiti per essersi "scordati" la piccozza attaccata allo zaino, le gambe paralizzate dal terrore di fare la prima curva back su un pendio troppo duro e troppo ripido per i miei gusti, i cento metri fatti dal Gelo sull'erba bagnata con sci ai piedi e tanto di derapate e curve saltate, ma soprattutto il dubbio, costante e perenne, ... Quale apparecchio avrebbe avuto la capacità di registrare tutto questo???
Questa è la versione poetica, tutto ciò è accaduto veramente, ma io sono un coglione perchè mi sono scordato a casa la macchina fotografica...
Direi che non serve altro per descrivere la 'mattata' di una sciata in notturna l'8 di luglio in Appennino, regalo di una stagione nevosa straordinariamente abbondante che ha permesso al canale "del Ghiacciaio" sotto la Piella (zona monte Cusna, Febbio, RE) di conservare due lingue di neve, purtroppo separate da uno stretto, ripido e insidioso canalino roccioso, lunghe circa 200 metri e con una pendenza non irrilevante.
Testo e foto: Balo |