Matteo "Balo" Balocchi nasce a Parma il 17 febbraio 1977 segno Acquario, semmai crediate che conti qualcosa. Grazie a papà Rino e mamma Cinzia e soprattutto alla disponibilità di nonno Tino e nonna Rina, io e mia sorella Valentina abbiamo avuto il privilegio di essere stati abituati all'aria aperta trascorrendo lunghe estati di villeggiatura in Appennino. Estati che sono state la culla della mia propensione per l' "outdoor" con lunghe camminate nei boschi ed improbabili esplorazioni in bicicletta. L'adolescenza purtroppo mi vede "distratto" dalla vetta più insidiosa della vita, le donne.
Nel frattempo mi diplomo Perito Meccanico Industriale all'ITIS di Parma e dopo pochi mesi di Università presso la facoltà di Ingegneria, decido che il futuro della mia vita non sarà dietro ad una scrivania e inizio stabilmente a lavorare presso la torneria di mio padre, attività che portiamo avanti tuttora alla faccia, per ora, della globalizzazione.
Svolgo il servizio di leva obbligatorio come obiettore di coscienza presso l'assistenza pubblica di Parma come soccorritore sulle ambulanze, una esperienza di cui vado fiero e che mi ha dato la possibilità di capire quali siano veramente i problemi che la vita, a volte, ci mette di fronte.
A seguito di una forte delusione amorosa acquisto la mia prima mountain bike nel 2000 (una front Willier con forcella RST da 60mm e v-brake)e da li comincia l'escalation di dipendenza da dislivello, sudore ed adrenalina. Ricordo con simpatia quando i Boschi di Carrega sembravano una discesa estrema con la bici rigida, i primi giri con Michele al monte Caio, il primo Funky Day a Sestola, e il primo Tremalzo al lago di Garda. L'acquisto della prima biammortizzata (una Cannondale Jekill del 2001 po
i sostituita da una Rocky Mountain Slayer 2002 che possiedo tuttora) con i freni a disco è un passo che verrà poco dopo, come poco dopo verranno anche l'acquisto di una bici da freeride pesante (Yeti AS-X del 2003) ed una bici rigida taglia microscopica da dirt-street (DaBomb XLR8 poi CR8).Nel 2002 ho la fortuna di incrociare la mia strada con Ettore di Road and Track, incostante e visionario, ma una di quelle persone schiette e vere delle quali non posso fare a meno di essere amico. La passione per le bici però non si ferma all'acquisto, dal 2002 al 2004 con un ristretto manipolo di malati come me otteniamo il permesso per la costruzione e la gestione di una pista sterrata con salti e paraboliche a Fognano, una delle prime comparse in Italia, sulla quale organizziamo due raduni prima che per cause burocratiche sulle quali non intendo dilungarmi, la pista viene rasa al suolo e lasciata nello stato di abbandono in cui versa tuttora.
Intanto comincia anche la ricerca di sentieri adatti al nuovo modo di andare in bici che stavamo coltivando: salita poca e discese il più possibile tecniche e divertenti. Nel 2003 capito in estate alla
stazione turistica di Pratospilla, in Appennino fra Parma e Massa, notando una seggiovia inutilizzata e venendo a sapere di una nuova cooperativa che gestirà gli impianti si accende la lampadina della creazione della prima pista permanente di downhill della provincia di Parma che diventa realtà nel giugno del 2005 grazie alla "visionarie" tracciatura di Paolino Gelati, con il quale diventiamo "inseparabili" anche se stupidamente spesso ci siamo separati, e a tanta fatica e sudore di pochi pochi matti. Nel settembre dello stesso anno organizziamo la prima gara di downhill, un regionale FCI che si svolge in una giornata da lupi con vento e grandine. Esordisco anche come speaker, quasi piangendo dal nervoso per le pessime condizioni del tempo che hanno rischiato di vanificare giornate intere di fatica. Nella stagione autunnale ed invernale si va in bici ad oltranza anche con fango e neve, ma quando la neve è bella si cambia attrezzo. Non ho mai imparato a sciare ma sono stato messo a forza su una tavola da snowboard nel 2000 "imparato a calci" da Michele, il metodo non sarà ortodosso ma ematomi a parte il primo giorno di prova scendevo da solo.
Nel 2004 acquisto il primo paio di ciaspole perchè cominciavo a rompermi le balle di sciare in pista e comincio i primi giri di un primordiale ed incosciente backcountry sempre rigorosamente in Appennino perchè sulle Alpi costa troppo!

2004, 2005 e 2006 sono dedicati in toto alla bici con belle ed importanti trasferte Austria, Francia (le indimenticabili vacanze di Morzine e Les Deux Alpes), Finale, Sanremo, lago di Garda, i Bissaboga-days di SteFun e dei cugini piacentini e la partecipazione alla prima Maxiavalanche organizzata a Cervinia sempre accompagnate da una assidua attività sui sentieri di "casa", la collaborazione con Nicola Bonazzi ed AS Torrechiara per l'organizzazione di attività di freeride insieme ad escursioni crosscountry, l'organizzazione di una gara di downhill valida per il campionato UISP a Pratospilla, un contest di dirt-jump sempre a Pratospilla e la collaborazione per un bellissimo
articolo di TuttoMountainbike dell'amico Matteo Cappè sulla ciclopista dei 100 Laghi per finire con la bellissima traversata di tre giorni con bici e carrellini autocostruiti.
Nel gennaio 2006, dopo una traumatica iniziazione alla scalata a Perino ad opera di SteFun, mi iscrivo con Max ad un corso di arrampicata indoor non esattamente convinto di quanto stessi facendo.
Passeranno comunque mesi prima che le mie mani si appendano convinte alla vera roccia comunque inizia a nascere il gusto del movimento sulle prime vie impegnative della palestra. Il 2007 segna l'apice nonchè la fine della mia carriera organizzativa di eventi per mountain bike. Insieme all'inseparabile Gelo e Robby, esordiamo in pieno inverno con lo splendido "snow bike" a Pratospilla, un delirio sul campo scuola su cui abbiamo tracciato uno slalom parallelo. Culminiamo in estate con l'organizzazione di ben due gare di downhill a Pratospilla, i campionati italiani assoluti UISP e un regionale FCI entrambe elogiate per la perfezione dell'organizzazione e ampiamente riportate dalla stampa.
Ad inizio anno intanto mi trasferisco dalla città ad un'appartamento acquistato in piena collina a Marzolara, per il momento una delle migliori scelte della mia vita. Chiusa la parentesi delle gare comincio afrequentare un "gruppetto" di "ragazzi" del CAI di Parma che in brave
tempo ampliano la mia visuale di montagna dalle due ruote a tutto quello che in montagna si può fare, escursionismo, arrampicata, vie ferrate, scialpinismo e alpinismo collezionando diverse appaganti gite. Ma non solo, dato che con loro scopro la vera gioia che l'andare in montagna offre: il sentirsi compagni di cordata non solo di fronte alla fatica sui monti ma anche davanti alle situazioni più difficili che la vita prima o poi ci pone davanti. Nell'agosto del 2007 grazie a "maestro" Michele, arrampico sulla prima via di più tiri.
Nel 2008 partecipo al corso di scialpinismo SA1 del CAI di Parma e con il solito Gelo partecipiamo come consulenti alla creazione di una pista permanente da downhill a Schia realizzata con un finanziamento pubblico.
Nel 2009 comincio a collaborare con la Scuola di Scialpinismo Enrico Mutti di Parma come aiutoistruttore in prova di Snowboard Alpinismo. Sempre in ambito CAI grazie all'impegno dell'amico Piergiorgio Rivara, nasce il Gruppo di Cicloescursionismo col quale organizziamo 7 escursioni fra cui la massacrante ma splendida attraversata dal Passo Centro Croci al Passo del Cerreto durante la manifestazione Pedalaitalia.

Questo sito è dedicato anzi tutto a tutte le persone che mi hanno dato la possibilità di apprezzare quanto la natura possa offrire vivendola e non sfuttandola, ai miei genitori che mi hanno insegnato i veri valori, a mia sorella, a tutti i tanti amici conosciuti, incontrati, persi e ritrovati, condizione indispensabile per assaporare veramente il gusto di una conquista.
E in fondo questo sito è dedicato a me, il Balo o il Teo che dir si voglia, testardo e tenace, semplice al limite dello scontato ma sincero ed onesto, spigoloso e profondo, perenne deluso ma sognatore, tutto sommato l'unica vera costante che ho dalla nascita, l'unica che mi sopporta, che mi da la forza di affrontare una cima come gli intoppi della vita e con la quale cerco, giorno per giorno, di costruire la miglior vita possibile per me e per chi mi circonda. .


E poi ad un certo punto sono arrivati loro, il classico coppo caduto dal cielo, il fulmine a ciel sereno, la risposta a molte domande. La dimostrazione di quanto sia bello vivere, amarsi, a volte
sopportarsi, scoprirsi e condividere.

Ragione per cui la vera conquista è il ritornare a Casa.



 




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On line dal 09 maggio 2004.
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